L’albero a camme e le ruote di trasmissione

L’albero a camme, un ostacolo insuperabile?

Un esempio di albero a camme in posizione nell'organo
Un esempio di albero a camme in posizione nell’organo (foto tratte dal sito di Mel Wright)

L’albero a camme si sta rivelando un ostacolo di non poco conto.

Infatti la lavorazione del metallo mi è quasi del tutto sconosciuta e la mia attrezzatura è del tutto inadeguata.

Forare le piastrine di acciaio che (con enorme pazienza) ho tagliato a misura per poi alloggiarvi l’albero di rotazione è praticamente impossibile con le punte da trapano che ho.

Un altro esempio di come dovrebbe essere l'abero a camme (foto dal <a target="_blank" href="http://www.melright.com/busker/jsart01.htm">sito di Mel Wright</a>)
Un altro esempio di come dovrebbe essere l’abero a camme (foto dal sito di Mel Wright)

Considerando che poi non avrei nemmeno di che saldarle, e dovrei accontentarmi di incollarle con una di quegli adesivi tipo “acciaio rapido” ho deciso di chiedere ad un fabbro di prepararmi il tutto.

Appena ne avrò il tempo preparerò un disegno con le misure adeguate e lo porterò al mio “omino” di fiducia.

Ruote di trasmissione e di riavvolgimento

Ho invece ottenuto un buon successo nel tagliare le ruote di trasmissione nel legno.

Per il taglio (a parte il seghetto da traforo) ho a disposizione solo una sega da banco. Con questa non è facile (leggi: sembra impossibile) tagliare un cerchio.

Per risolvere ho realizzato una piccola “slitta” che scorre nella guida parallela alla lama della sega da banco. Su quasta slitta ho fissato un perno (un chiodino con la testa tagliata) alla distanza esatta del raggio voluto. Successivamente ho fissato sul perno il pezzo di compensato da ritagliare , premendo con forza, e ho iniziato a far scorrere la slitta avanti e indietro ruotando lentamente il compensato, ottenendo di fatto non un vero e proprio cerchio, ma un poligono con alcune decine di lati.

Probabilmente già questa approssimazione sarebbe stata sufficiente se avessi dovuto usare la ruota come puleggia per una cinghia, ma dovendo contare sull’attrito tra le superfici delle due ruote, la forma circolare è importante.

In questo caso un tornio sarebbe stato utile, no?

Considerando il diametro limitato delle ruote (10,6 cm la più grande) ho pensato di utilizzare semplicemente il trapano montato sul supporto a colonna per far ruotare il pezzo ritagliato e “limarlo” con lima e carta vetrata.

Così ho eseguito il foro del diametro dell’albero che userò, e vi ho stretto un bullone con rondelle sia sul lato della testa che su quello del dado. Ho poi fissato il tutto nel mandrino del trapano e, una volta fatto partire il tutto,ho limato fino ad ottenere il diametro desiderato.

COme detto il risultato non è assolutamente male…

Finalmente ho avuto modo di riprendere il lavoro sull’organetto John Smith “Senior 20”.

Ho incollato una prima parte della “pressure box“, che si è rivelata abbastanza precisa e “in squadro”…

…poi purtroppo nell’incollare i due inserti diagonali e il fondo della Tracker bar, proprio a causa dell’angolazione del tutto, qualcosa si è spostato ed ora il fondo della Tracker bar è leggermente inclinato 😦

Avrei dovuto incollare prima i bordi interni di rinforzo, e poi procedendo dal fondo, incollare il supporto della tracker bar (praticamente appoggiandolo ai bordi di rinforzo) e poi i due inserti inclinati.

Stasera riguardando il tutto deciderò il da farsi: se lasciare così le cose o tentare di separare i pezzi e incollarli nuovamente.

Purtorppo c’è il rischio concreto di rompere tutto, non solo gli inserti inclinati…

Accidenti alla fretta! 😉

Nel frattempo ho ordinato (e nel giro di qualche settimana sono arrivati) da Melvin Wright (noto arrangiatore di musica per organetti et similia) un rotolo musicale di test (contiene varie scale e vari intervalli) e anche una bobina vuota per essere certo che gli spazi interni della pressue box siano corretti

Un nuovo case per il mio Davoli Krundaal Tuono

L’arrivo di Otto, con la conseguente necessità di fare spazio e ordine per evitare che si mangi di tutto, ha riportato all’ordine del giorno l’esigenza di costruire un case all’amplificatore Davoli Tuono che ho acquistato usato lo scorso anno e che da allora era sul banco di lavoro in attesa del “proprio turno”.

The Davoli Krundall Tuono Amp
The Davoli Krundall Tuono Amp

Il “restauro” del Davoli era stato accantonato in attesa di chiarimi meglio le idee sulla realizzazione del clone Leslie: incorporare direttamente l’ampli nel Leslie? Tenerlo separato per maggiore leggerezza (e possibilità di uso in altri contesti)? Recuperare l’uso del preamplificatore a transistor originale o trovare una diversa strada?E così via di dubbio in dubbio.

Pressato dunque dall’urgenza ho deciso di procedere realizzando comunque un case tipo “testata” classica: mi sembra un progetto semplice e di durata ragionevole (un fine settimana di lavoro dovrebbe bastare), non troppo costoso, utile anche per testare qualche nuova tecnica di falegnameria e di fai da te.

Il progetto

Come in tuti i miei progetti l‘economicità della realizzazione unita all’utilizzo di materiali facilmente reperibili n qualunque ferramenta o “Obi” è un vincolo importante.

Ecco il disegno della testata più o meno completa che ho realizzato con Google SketchUp, per verificare ingombri, spazi, spessori vari e per avere un’idea della resa estetica.

disegno approssimativo della testata
Disegno approssimativo della testata

Il legno utilizzato è lamellare di pino spesso 18 mm trovato in offerta all’Obi e davvero economico.

Certo, compensato o MDF offrono una migliore qualità ma considerate le dimensioni contenute (circa 50cm x 25 cm x 18cm) e il fatto che andrà completamente rivestito di “simil pelle” lo rende a mio avviso un materiale più che adatto.

Le varie facciate saranno unite con spine di legno e incollate: anche in questo caso il metodo “costruttivo” è stato scelto per la relativa facilità di realizzazione con strumenti comuni, economicità e adeguata robustezza.

Sul davanti, oltre alla piastra con i controlli del preamplificatore, metterò un griglia in acciaio.

La griglia ha due funzioni: innanzitutto assicura una adeguata ventilazione, in secondo luogo permette la vista delle valvole, che sono comunque sempre un “bello spettacolo”. Anche la griglia l’ho trovata in ferramenta.

Il retro sarà chiuso con compensato ma dovrà lasciare spazio per l’accesso all’interruttore di accensione e ai collegamenti per la cassa/Leslie. Anche in questo caso adeguata apertura andrà considerata anche per assicurare la circolazione dell’aria.

Infine il tutto verrà rivestito con simil pelle nera incollata e ripiegata all’interno…una maniglia al top (o due ai lati?) completeranno l’opera, insieme ai piedini di appoggio.