Che fine ha fatto quel (simil)Hammond che stavi costruendo?

L’ultimo post relativo al MIDI Hammond Controller risulta di più di un anno fa… e le folle si chiedono con crescente preoccupazione il perchè di tanto silenzio…

Il controller è praticamente completato da mesi, e funziona bene! Lo vedete nella (brutta) foto allegata.

La verità è che per me… costruire il controller, suonare, scrivere e arrangiare musica, stare con mia moglie, il mio cane, i miei amici e mille altre cose… è più divertente che scrivere queste note 😉 Insomma il motivo si chiama pigrizia.

Inoltre questo inverno è passato in un lampo dedicando tutto il tempo libero alla composizione di molti, e all’arrangiamento di tutti i pezzi del nuovo musical Francesco 2000…. e rotti.

Cosa resta da fare?

Il computerino che ora è appoggiato sopra all’organo dovrebbe “vivere” dentro il manuale superiore. Per fare questo devo “portare fuori” l’interruttorino di accesione del portatile e collegarlo al pulsante che ho previsto sull’organo. “Grazie” a Murphy e alle sue leggi, per raggiungere il contatto in questione devo smontare completamente il computer… insomma…una noia mortale 😉

Il pannello delle connessioni sul retro, che ospita MIDI, uscite audio, connessioni per i pedali è da rifare. Quello attuale è in alluminio, ma questo dà problemi con ronzii di fondo ecc… anche provando ad isolare ogni presa. vediamo se usando un pannello in plastica la cosa migliora.

Inoltre mancano le “placchette” con i nomi dei potenziometri e dei pulsanti (nella foto si vedono bene i quadrati di carta che svolgono temporaneamente questa funzione). Non ho trovato soluzioni soddisfacenti per farle, se qualcuno ha suggerimenti o idee i commenti sono qui sotto apposta!

La parte software è piuttosto completa e prima o poi documenterò il tutto in un articolo dettagliato perchè devo dire che “cacciare dentro” a un Asus EEEPC 700 un clone hammond, un rhodes, un wurlitzer, e un clone CP70 (tutta roba buona di Guido, ovviamente) con qualche effettuccio, e fare in modo che il tutto funzioni in modo (sufficientemente) affidabile dopo ogni spegnimento “a freddo” non è stato facile.

Visto che ho citato la “roba buona”… riprendo a chiare lettere quello che ho già scritto in questi mesi anni: realizzare un progetto del genere ha senso perchè lo scopo è “provare a farlo”, per capire, per conoscere, per fare.

Ma non pensate nemmeno per un istante che costi meno (sommando tempo e materiale) o che suoni meglio o che possa essere affidabile quanto di prodotti industriali come il Mojo, il DMC122, tanto per citarne alcuni… 

Ve lo assicuro: per 100 euro il vostro falegname NON ve lo fa meglio. Nemmeno per 1000! 😀

…però in compenso… che soddisfazione!

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